Stringimi è una lampada da comodino con base in legno: un ready-made rettificato, omaggio alla "morsa" come oggetto principe del collegamento, utilizzato in molteplici lavorazioni — una metafora dell'aiuto dato all'unione. Uno strumento da lavoro, dalle innate qualità formali, decontestualizzato a oggetto domestico.
Il design autoprodotto condensa in sé almeno tre realtà: il progettista, l'artigiano, il distributore (e promotore). Il risultato è la realizzazione fisica, da parte del progettista — prettamente in prima persona, ma anche con l'aiuto di artigiani — di un manufatto a bassa complessità tecnica, utilizzando componenti di recupero, standard o di basso costo, assemblati con limitate trasformazioni.
Queste scelte sono pressoché obbligate da due fattori: la quantità di oggetti prodotta, bassa, e la capacità di distribuzione, minima. I costi di produzione sono dati principalmente dal costo del lavoro, dai materiali e dalla quantità della serie: se fossero troppo elevati, andrebbero a incidere negativamente sulle possibilità di vendita al pubblico, dato che un progettista che autoproduce generalmente non ha un brand forte, e quindi non ha la forza necessaria per imporsi sul mercato. Un ulteriore elemento da considerare è la distribuzione: teoricamente gestibile attraverso il web, dove il potenziale di visibilità è elevato e capillare, ma che molto spesso si traduce in una goccia nel mare della rete.
Nonostante questo approccio possa sembrare negativo, l'autoproduzione, se intesa così, è una formidabile palestra per sviluppare sinceramente la propria poetica progettuale: dà la possibilità di entrare fisicamente nel mondo della produzione — anche se non industriale — per affrontare con più coscienza il progetto nel senso più ampio del termine.